Archive for the 'One of my turns' Category

autopoiesi

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maschere nude

ovvero quando le proprie sicurezze vacillano.

ci sono paure e sensi di colpa e occhi e lacrime e cose che non si riescono a dire.
doveva andare per forza così: quest’argine malandato è facilmente cedevole alle pressioni insistenti che vengono da dentro.
è il risultato dello sforzo continuo teso a costruire esclusivamente immagini di superficie, degli innumerevoli bocconi amari costretti ad ingoiare per amore altrui.
ma quando il palcoscenico si rivela solo come uno squallido teatrino di marionette, che cosa resta da fare? togliere il dito dal buco e lasciare che la crepa straripi o passare una mano di stucco e continuare a sorridere?
ho bisogno di forza, di coraggio, di speranza.

maschere nude, ovvero quando le proprie sicurezze vacillano.

i’m coming back (maybe)

devo ancora assimilare l’ipotesi di un mio ritorno definitivo.
probabilmente ho dato, per troppo tempo, troppa rilevanza a questo mezzo di espressione efficace, ma anche riduttivo.

mi sono accorta di una semplice verità: possono dire più cose un paio d’occhi che tutte le parole del mondo.
lo penso e lo scrivo; proprio io che sono una di quelle persone che fa del linguaggio la chiave di volta della comunicazione.
e invece, mi rendo conto dell’esistenza di altre vie che possano assecondare quest’esigenza di raccontarsi che sento così forte dentro di me. devo solo concentrarmi nella ricerca di quella più idonea per me stessa.

eppure non riesco a prescindere dalle parole. ho bisogno di dare e di dire al mondo tante cose quante il mondo mi dà e mi dice: una sorta di scambio biunivoco di emozioni, sensazioni, suggestioni.
ce la metto tutta per ripagare anche solo in minima parte il dono che mi è stato fatto. Pura Vita.

ascolto
percepisco
comprendo
penetro
afferro
spiritualizzo
esprimo e manifesto.

semplicemente amo

sono fatta così

sono fatta così: amo il senso di languidezza che mi lascia la mia mancanza di scopi.
sono fatta così: bramo la positività che provo quando riesco a pormi un obiettivo.
sono fatta così: aspiro a volere sempre di più da me stessa.
sono fatta così: mi piace guardare oltre.
sono fatta così: adoro superarmi.

sono fatta così: sono riuscita ad oltrepassare un altro mio limite.

dazed and confused

i cambiamenti sono sempre complicati da affrontare e le vecchie abitudini dure a morire. SPINA DORSALE e tanto tanto tanto BUON SENSO: ce la metto tutta.
la razionalità mi annienta emotivamente, le passioni si spengono, gli slanci sono ricordi lontani impressi su pagine e pagine ancora umide di lacrime (di gioia, di rabbia, di disperazione).
rivoluzionarsi e ricominciare: l’ho già fatto e lo farò anche questa volta.
perché non posso proprio continuare a sentirmi COSI’ tremendissimamente SVUOTATA.

fuggevole evanescenza di suoni

ci sono periodi in cui la voglia di dire cose è davvero ridotta ai minimi termini. perché si prova questa inadeguatezza espressiva: le parole sono udite o lette o dette come semplice accostamento di lettere e suoni, svuotate del loro significato più superficiale o più profondo. come quando si ripete incessantemente un nome o un verbo o un aggettivo o. (è un esercizio che ho sempre fatto e che mi ha sempre messo addosso grande angoscia e inquietudine).
e però non ci si può semplicemente sottrarre, cercare di isolarsi al di dentro.
è che, nonostante gli sforzi, non trovo le parole per dire le cose. sono lì, sul punto di affiorare, senza mai emergere in superficie. e la mia pretesa di razionalità svanisce come una bolla di sapone che incontra un dito e i miei discorsi sono senza capo né coda, come questo.

mare dentro

ho un mare dentro che non riesco a far uscire fuori. sono qui da circa venti minuti, il cursore che lampeggia sulla pagina desolantemente bianca.
avverto quasi quella sensazione che provo ogni volta che viaggio in treno: pensieri circolari ridondanti che rimbalzano tra il vetro appannato e le pareti annebbiate della mia testa. guardare senza osservare. sentire senza in realtà ascoltare. scivolare via senza afferrare con prepotenza le cose buone che capitano nella mia vita. questo è ciò che proprio non sopporto: essere come un treno senza destinazione, propenso a deragliare ad ogni possibile bivio.
ma una scelta bisognerà pur farla, ché ho sempre odiato vivere semplicemente per inerzia, adagiarmi sul disfattismo e sul disinteresse, precipitare contro la roccia appuntita della disperazione ed essere solo un’altra vittima della fatalità.
ho solo bisogno di coraggio. per andare da quel fottutissimo capotreno e dirgli che, per piacere, sono io che adesso voglio guidare.

overdose e basta (questa volta)

cacchio, ma quanto scrivete? da dove vi viene tutta questa premura (e soprattutto la forza) di dire? il mio feed reader è letteralmente strafatto.
ma grazie lo stesso, di tutto. le parole degli altri riescono ad essere così..calde e avvolgenti, a volte 🙂

era lu lu lu era dì dì dì

probabilmente la sveglia del mattino è uno dei migliori sonniferi in circolazione.
non c’è niente da fare: puoi anche aver aperto gli occhi già da 10 minuti, o addirittura da un quarto d’ora, e startene lì, più morto che vivo, in trepidante attesa che l’essere infido emetta il suo sibilante lamento, col dito pronto e scattante a spegnere la tortura medievale al primo acuto percepito. schiacciato il tasto, il tuo cervello, per un automatismo involontario e inspiegabile, è fatalmente destinato a cadere in una di quelle catalessi profonde da coma irreversibile.

odio il lunedì. e il martedì. e il mercoledì.

oh glorioso giano, dio degli inizi: ma bafanculo va!

st patrick’s day

eeeeeeeh viva l’irlanda!

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non ero brilla.. no, no…

de femina

ma quanto puzzano le mimose? ma poi perché si regalano proprio le mimose? mica ci saranno solo ‘sti fiori in questo periodo. che poi appassiscono subito. e puzzano ancora di più. specie a prima mattina, quando i miei recettori olfattivi sono tutti sballati.
io oggi non festeggio, che non c’è da augurare a nessuno di nascere donna.

se fossi nata

se fossi nata su mercurio avrei 84,5 anni
su venere 33,1
su marte 10,8
su giove 1,71
su saturno 0,69
su urano 0,24
su nettuno 0,12
e se fossi nata su plutone ne avrei 0,081.

considerazioni sulla relatività relativamente inutili.

[scopri anche tu quello che è successo nel mondo il giorno in cui sei nato! e se non è successo una mazza, come nel mio caso, (a parte il fatto che sono nata io, imperdonabile dimenticanza!) scopri quanti anni avresti se fossi nato su un altro pianeta!]
[via dario]

scusato l’assenza

ma gli esami non finiscono mai e nemmeno i corsi universitari. e a proposito di niente, per la serie lo sapevate che, lo sapevate che la gorgia è quella caratteristica del dialetto toscano che prevede la spirantizzazione o il dileguo totale delle occlusive intervocaliche anche in situazioni fonosintattiche? in pratica, quella peculiarità che mi permette di dire che sono una testa di hazzo.

au revoir!

l’unica certezza sono i dubbi

ma lo sapevate che le vocali sono 7? sono proprio una capra ignorante. [potrei anche dire di peggio sul mio conto, tanto mica mi querelo da sola!]

2+2=5?

tempo, perduto tempo

ma già è marzo?
mi ritroverò vecchia già domani.


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