Archive for the 'Dissertazioni artistiche' Category

de le fiche

Al fine de le sue parole il ladro
le mani alzò con amendue le fiche,
gridando: “Togli, Dio, ch’a te le squadro!”.

XXV canto (vv. 1-3), inferno – Commedia
D.Alighieri

non ve lo immaginate nemmeno la tribolazione che ci sta dietro quel “amendue le fiche”. roba da autoflagellarsi o, meglio, da “cavare coi denti una fica dalla natura di una mula“.

a quel tempo danzavano

A quel tempo danzavano per le strade come pazzi, e io li seguivo a fatica come ho fatto tutta la vita con le persone che mi interessano, perché le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d’artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno “Oooooh!”

 

da Sulla strada – Jack Kerouac

non credo ci sia altro da aggiungere…

attualità di considerazioni inattuali

L’uomo invidia l’animale, che subito dimentica [..] l’animale vive in modo non storico, poiché si risolve nel presente [..] l’uomo invece resiste sotto il grande e sempre più grande carico del passato: questo lo schiaccia a terra e lo piega da parte. Per ogni agire ci vuole oblìo: come per la vita di ogni essere organico ci vuole non solo luce, ma anche oscurità. La serenità, la buona coscienza, la lieta azione, la fiducia nel futuro dipendono [..] dal fatto che si sappia tanto bene dimenticare al tempo giusto, quanto ricordare al tempo giusto.

fonte: filosofico.net

overdose storica

trovarsi a vivere in un periodo storico nel quale sembra accadere troppo. i sintomi principali comprendono l’assuefazione ai quotidiani, alle riviste e ai notiziari televisivi.

per la stessa ragione del viaggio, viaggiare

me ğava palan ladi
me ğava
palan bura ot croiuti.

 

io seguirò questo migrare
seguirò
questa corrente di ali.

[a forza di essere vento]

ce li ho, caputo?!

ebbene… eccoli nella loro magnificenza.

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chi mi dà un passaggio?

cibo per vermi

è tutto una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia di una copia (e incolla). palahniuk docet.

sei troppo patetico per non guardarmi

quello che io amo è meglio di quello che tu ami. più profondo, più irresistibile, più sexy.
quello che io odio lo merita. è più orribile e cattivo di quello che tu odi.
il mio gusto è migliore del tuo. più sviluppato e complesso.

what are u looking are?
who do u think u are?
what did u say?
what do u want?

ri-conosci te stesso

 

chi credi di essere?
non sei nessuno.
non puoi permetterti nemmeno di essere te stesso.

se vi foste comportati bene i comunisti non esisterebbero

Jenny Holzer

jPod

quest’uomo è doppiamente un mito. [è canadese]

sindrome di stendhal

un giorno lo farò.
contemplerò da vicino la celestiale perfezione di corpi e sguardi così assolutamente miscelati da passarci in mezzo l’infinità di un sentimento inafferrabile.
e mi dovranno ricoverare.

quando il destino viene dal mare

Ma in fondo al cuore aspettava un avvenimento.
Come i marinai in pericolo, girava occhi disperati sulla solitudine della sua vita cercando lontano qualche vela bianca tra le brume dell’orizzonte. Non sapeva cosa le sarebbe toccato, qual vento avrebbe spinto fino a lei quella vela, su quale riva l’avrebbe condotta, se sarebbe stata una scialuppa o un gran vascello a tre ponti, carico d’angoscia o pieno di felicità fino ai portelli. Ma ogni mattina, nello svegliarsi, ella sperava per quel giorno, e ascoltava ogni rumore, si alzava di soprassalto, si stupiva che nulla accadesse; poi, al tramonto, sempre più triste, desiderava trovarsi all’indomani.

[da Madame Bovary]

amen dico vobis

Perché la morte ti strappa questi gemiti? Perché se hai potuto godere a tuo piacimento della vita trascorsa, se tutti questi godimenti sono stati come radunati in un vaso forato, se non sono scorsi via e perduti senza profitto, perché, come un convitato sazio, non ritirarti dalla vita? Perché, povero sciocco, non prenderti di buona grazia un riposo che nulla turberà? Se, invece, tutto ciò di cui hai a lungo goduto è trascorso in pura perdita, se la vita ti è di peso, perché volerla prolungare di un tempo che a sua volta deve terminare in una triste fine e dissiparsi tutto senza profitto? Non posso immaginare ormai altre nuove invenzioni per farti piacere: le cose vanno sempre allo stesso modo.

[De rerum natura]

è confortante sapere che il libero arbitrio di fare almeno U N A cosa nessuno ce lo può togliere (quando nasci, mica la interpellano la tua volontà)[dovrebbero inventare un modo per].

Ciò che si può promettere

Si possono promettere azioni, ma non sentimenti, perchè questi sono involontari. Chi promette a qualcuno di amarlo sempre o di odiarlo sempre o di essergli sempre fedele, promette qualcosa che non è in suo potere; invece può ben promettere quelle azioni, che sono sì, di solito effetto dell’amore, dell’odio, della fedeltà, ma che possono anche scaturire da altri motivi: giacchè a una azione conducono più vie e più motivi.
La promessa di amare sempre qualcuno significa cioè: finchè ti amerò, compirò verso di te le azioni dell’amore; se non ti amerò più, continuerai a ricevere da me le stesse azioni, anche se per altri motivi, sicchè nella testa del prossimo persiste l’illusione che l’amore sia immutabile e sempre il medesimo. Si promette, dunque, di continuare nell’apparenza dell’amore quando, senza accecarsi da sè, si giura a qualcuno eterno amore.

[Umano, troppo umano]


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