Archive for the 'appartamento' Category

ho sbagliato per sbagliare

nella mia testa vivo vite parallele. e, certe volte, mi brucia lo stomaco per quanto sono stupida.

C’è qualcosa dentro di me
Che è sbagliato
E non ha limiti
E c’è qualcosa dentro di te
Che è sbagliato
E ci rende simili

E un bacio sporco sa
Spogliarmi il cuore dagli incubi
Un bacio sporco sa
Come un miliardo di uomini

Vieni a fare un giro dentro di me
O questo fuoco si consumerà da sé
E se una vita finisce qua
Quest’altra vita presto comincerà

Nel tuo letto la novità
E’ fare a pezzi l’anima
Ma la violenza della stabilità
E’ un modo di morire a metà

E un bacio sporco sa
Spogliarmi il cuore dai demoni
E c’è qualcosa dentro di noi
Che è sbagliato ma ci rende simili

Un bacio sporco sa
Come un milione di anime
E se una vita finisce qua
Quest’altra vita presto comincerà
So che puoi
Gettarmi via
Ma ciò che vuoi
Lo voglio anch’io
E’ troppo, troppo presto
E’ male
Le tue labbra sono nude
Sai che è solo il tempo
A rivelare la stagione
Vieni a fare un giro dentro di me
O questo fuoco si consumerà da sé
Un bacio sporco sa
Spogliarmi il cuore dagli incubi
Un bacio sporco sa
Come un miliardo di uomini
E anche tu hai qualcosa dentro di te
Che è sbagliato e ci rende simili

C’è qualcosa di nuovo per te
E’ sbagliato perché non ha limiti
E anche tu hai qualcosa per me
E’ sbagliato ma ci rende simili
E’ sbagliato ma ci rende simili
E’ sbagliato ma ci rende simili

mare dentro

ho un mare dentro che non riesco a far uscire fuori. sono qui da circa venti minuti, il cursore che lampeggia sulla pagina desolantemente bianca.
avverto quasi quella sensazione che provo ogni volta che viaggio in treno: pensieri circolari ridondanti che rimbalzano tra il vetro appannato e le pareti annebbiate della mia testa. guardare senza osservare. sentire senza in realtà ascoltare. scivolare via senza afferrare con prepotenza le cose buone che capitano nella mia vita. questo è ciò che proprio non sopporto: essere come un treno senza destinazione, propenso a deragliare ad ogni possibile bivio.
ma una scelta bisognerà pur farla, ché ho sempre odiato vivere semplicemente per inerzia, adagiarmi sul disfattismo e sul disinteresse, precipitare contro la roccia appuntita della disperazione ed essere solo un’altra vittima della fatalità.
ho solo bisogno di coraggio. per andare da quel fottutissimo capotreno e dirgli che, per piacere, sono io che adesso voglio guidare.

tempo, perduto tempo

ma già è marzo?
mi ritroverò vecchia già domani.

protect me from what i want

è tutto così tremendamente simile a una saponetta bagnata che ti scivola via dalle mani…

sai che non puoi proprio vincere

sei solo un cane che prova a mordersi la coda. non ti sei ancora stancato di inseguire le tue illusioni ed appigliarti a false speranze? non sei stanco di girare?
sembra tutto così simile a una grande bugia e a volte non mi accorgo che respiro.

devo trovare la fenditura stellare e buttarmici dentro.

desperado

come la canzone.
la fase pre-periodo no del mese, mi fa sempre lo stesso effetto. precipitata nel calderone della depressione e del nichilismo, in un circolo vizioso di pensieri senza scopo, in uno stato consapevole di non decisione, non paga dello sconforto già non sostenibile, autocarburo l’angoscia e l’inquietudine e la frustrazione con canzoni e parole e poesie che sanno di malinconia, di disfattismo, di non illusione.
come se alla fine mi piacesse crogiolarmi in questo stato di non appagamento, cullata dalla falsa convinzione che le cose peggio di così non possono andare.
non sopporto il fatto che certe volte il mio cervello si svegli ma il mio corpo no. questa sensazione di essere imprigionata dietro confini non visibili e non valicabili, di urla mute, di percezioni non distinguibili.
la metensomatosi da vivi, no?

party mix

siamo solo due anime perdute che nuotano in una boccia per pesci, anno dopo anno. correndo sullo stesso vecchio terreno, cosa abbiamo trovato? le stesse vecchie paure.

Piove sabbia giù e sto seduto qui
e non lo so
Se posso essere salvato
Guardami ora, un uomo
che non vuole lasciare vivere se stesso
Mi piacerebbe volare
Ma le mie ali mi sono state negate.

non c’è scelta per noi
è tutto deciso per noi
questo mondo ha solo un dolce momento tenuto da parte per noi

E tu che intanto sogni ancora
sogni sempre, sogni di fuggire via…

 

scivola via

siamo qua, seduti con le mani in mano, ad aspettare qualcuno che non arriva.
un po’ come vladimiro ed estragone.
e il senso della ricerca è vuoto perché non sappiamo chi o cosa o dove o quando o per quale motivo.
il vento. il cielo. quell’albero.
se solo potessero parlare.

10.35

come M. io odio le vie di mezzo.
ma ancora di più odio essere combattuta tra due opposti e inconciliabili sentimenti. trascinarmi nelle situazioni mi è insopportabile.
questa volta no, però. almeno credo.
sono troppo volubile.

qualcosa di…

scrivo e cancello e di nuovo scrivo e di nuovo cancello.
ci sarà mai qualcosa di definitivo nella mia vita?
passerà questa paura di esistere e basta?
passerà semplicemente la paura?

notte di provincia

Son tornato anche stanotte
il portone è bell’e aperto
e queste scale così ben pulite
l’aria è fresca anche se è inverno
e la notte è azzurra sopra i tetti
e le finestre sono addormentate
e tutto quanto è proprio a posto
e in fondo non va così male
ma ho da pagare in giro un po’ di soldi
e sto perdendo molti amici
i sogni scappano e insieme il tempo
l’amore affoga nel bicchier di vino
e domani è sempre un poco ieri
non passan treni qua vicino
ma che vuoi
è una piccola città mi dico sempre
e domani me ne vado via
l’arte si fa più lontana
questi locali fanno schifo
e in questa noia che mi stordisce
io dimentico
passerà anche questo tempo
così avaro e così stanco
per ora non so dove altro andare…

non ce la faccio più

come da titolo.

quando il destino viene dal mare

Ma in fondo al cuore aspettava un avvenimento.
Come i marinai in pericolo, girava occhi disperati sulla solitudine della sua vita cercando lontano qualche vela bianca tra le brume dell’orizzonte. Non sapeva cosa le sarebbe toccato, qual vento avrebbe spinto fino a lei quella vela, su quale riva l’avrebbe condotta, se sarebbe stata una scialuppa o un gran vascello a tre ponti, carico d’angoscia o pieno di felicità fino ai portelli. Ma ogni mattina, nello svegliarsi, ella sperava per quel giorno, e ascoltava ogni rumore, si alzava di soprassalto, si stupiva che nulla accadesse; poi, al tramonto, sempre più triste, desiderava trovarsi all’indomani.

[da Madame Bovary]

amen dico vobis

Perché la morte ti strappa questi gemiti? Perché se hai potuto godere a tuo piacimento della vita trascorsa, se tutti questi godimenti sono stati come radunati in un vaso forato, se non sono scorsi via e perduti senza profitto, perché, come un convitato sazio, non ritirarti dalla vita? Perché, povero sciocco, non prenderti di buona grazia un riposo che nulla turberà? Se, invece, tutto ciò di cui hai a lungo goduto è trascorso in pura perdita, se la vita ti è di peso, perché volerla prolungare di un tempo che a sua volta deve terminare in una triste fine e dissiparsi tutto senza profitto? Non posso immaginare ormai altre nuove invenzioni per farti piacere: le cose vanno sempre allo stesso modo.

[De rerum natura]

è confortante sapere che il libero arbitrio di fare almeno U N A cosa nessuno ce lo può togliere (quando nasci, mica la interpellano la tua volontà)[dovrebbero inventare un modo per].

nero

non sono una che si illude.
l’ho fatto in passato. una volta sola.
preferisco essere cinica e disfattista e fatalista piuttosto che vedere i miei sogni crollare come castelli di carte a un soffio di fiato.

è decisamente un periodo da appartamento, questo.


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