Archivio per marzo 2007

fuggevole evanescenza di suoni

ci sono periodi in cui la voglia di dire cose è davvero ridotta ai minimi termini. perché si prova questa inadeguatezza espressiva: le parole sono udite o lette o dette come semplice accostamento di lettere e suoni, svuotate del loro significato più superficiale o più profondo. come quando si ripete incessantemente un nome o un verbo o un aggettivo o. (è un esercizio che ho sempre fatto e che mi ha sempre messo addosso grande angoscia e inquietudine).
e però non ci si può semplicemente sottrarre, cercare di isolarsi al di dentro.
è che, nonostante gli sforzi, non trovo le parole per dire le cose. sono lì, sul punto di affiorare, senza mai emergere in superficie. e la mia pretesa di razionalità svanisce come una bolla di sapone che incontra un dito e i miei discorsi sono senza capo né coda, come questo.

il cobra non è un serpenteeeeee

ma un pensiero frequente che diventa indecente!
enjoy 😀

mare dentro

ho un mare dentro che non riesco a far uscire fuori. sono qui da circa venti minuti, il cursore che lampeggia sulla pagina desolantemente bianca.
avverto quasi quella sensazione che provo ogni volta che viaggio in treno: pensieri circolari ridondanti che rimbalzano tra il vetro appannato e le pareti annebbiate della mia testa. guardare senza osservare. sentire senza in realtà ascoltare. scivolare via senza afferrare con prepotenza le cose buone che capitano nella mia vita. questo è ciò che proprio non sopporto: essere come un treno senza destinazione, propenso a deragliare ad ogni possibile bivio.
ma una scelta bisognerà pur farla, ché ho sempre odiato vivere semplicemente per inerzia, adagiarmi sul disfattismo e sul disinteresse, precipitare contro la roccia appuntita della disperazione ed essere solo un’altra vittima della fatalità.
ho solo bisogno di coraggio. per andare da quel fottutissimo capotreno e dirgli che, per piacere, sono io che adesso voglio guidare.

overdose e basta (questa volta)

cacchio, ma quanto scrivete? da dove vi viene tutta questa premura (e soprattutto la forza) di dire? il mio feed reader è letteralmente strafatto.
ma grazie lo stesso, di tutto. le parole degli altri riescono ad essere così..calde e avvolgenti, a volte 🙂

a quel tempo danzavano

A quel tempo danzavano per le strade come pazzi, e io li seguivo a fatica come ho fatto tutta la vita con le persone che mi interessano, perché le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d’artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno “Oooooh!”

 

da Sulla strada – Jack Kerouac

non credo ci sia altro da aggiungere…

era lu lu lu era dì dì dì

probabilmente la sveglia del mattino è uno dei migliori sonniferi in circolazione.
non c’è niente da fare: puoi anche aver aperto gli occhi già da 10 minuti, o addirittura da un quarto d’ora, e startene lì, più morto che vivo, in trepidante attesa che l’essere infido emetta il suo sibilante lamento, col dito pronto e scattante a spegnere la tortura medievale al primo acuto percepito. schiacciato il tasto, il tuo cervello, per un automatismo involontario e inspiegabile, è fatalmente destinato a cadere in una di quelle catalessi profonde da coma irreversibile.

odio il lunedì. e il martedì. e il mercoledì.

oh glorioso giano, dio degli inizi: ma bafanculo va!

st patrick’s day

eeeeeeeh viva l’irlanda!

san-patrizio1.jpg

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non ero brilla.. no, no…

domani

si va alla galassia gutenberg a napoli. ci si becca lì.

attualità di considerazioni inattuali

L’uomo invidia l’animale, che subito dimentica [..] l’animale vive in modo non storico, poiché si risolve nel presente [..] l’uomo invece resiste sotto il grande e sempre più grande carico del passato: questo lo schiaccia a terra e lo piega da parte. Per ogni agire ci vuole oblìo: come per la vita di ogni essere organico ci vuole non solo luce, ma anche oscurità. La serenità, la buona coscienza, la lieta azione, la fiducia nel futuro dipendono [..] dal fatto che si sappia tanto bene dimenticare al tempo giusto, quanto ricordare al tempo giusto.

fonte: filosofico.net

sostenere.

spesso, troppo spesso, si ignorano tante vite, si oltrepassano troppi occhi, si sente la mancanza di parole non dette e sensazioni non provate.
mi piacerebbe, quando cammino per la strada, che più persone sostenessero i miei sguardi, che mi aiutassero loro stessi a capire dove stanno andando, cosa stanno facendo, se hanno trovato la propria personalissima risposta a.
e invece, io stessa, mi rendo conto di mettere inconsapevolmente in pratica un pregiudizio intrinseco che mi fa pensare: questo è interessante e questo non lo è.
forse sbaglio, ma mi piacerebbe sorridere e dire ciao a ogni persona che incrocia il mio cammino.
perché, a volte, si sente l’esigenza di dare e basta.

overdose storica

trovarsi a vivere in un periodo storico nel quale sembra accadere troppo. i sintomi principali comprendono l’assuefazione ai quotidiani, alle riviste e ai notiziari televisivi.

the doobie brothers

sarà che io sui treni quasi ci vivo, oggi mi sento molto long train running.

de femina

ma quanto puzzano le mimose? ma poi perché si regalano proprio le mimose? mica ci saranno solo ‘sti fiori in questo periodo. che poi appassiscono subito. e puzzano ancora di più. specie a prima mattina, quando i miei recettori olfattivi sono tutti sballati.
io oggi non festeggio, che non c’è da augurare a nessuno di nascere donna.

se fossi nata

se fossi nata su mercurio avrei 84,5 anni
su venere 33,1
su marte 10,8
su giove 1,71
su saturno 0,69
su urano 0,24
su nettuno 0,12
e se fossi nata su plutone ne avrei 0,081.

considerazioni sulla relatività relativamente inutili.

[scopri anche tu quello che è successo nel mondo il giorno in cui sei nato! e se non è successo una mazza, come nel mio caso, (a parte il fatto che sono nata io, imperdonabile dimenticanza!) scopri quanti anni avresti se fossi nato su un altro pianeta!]
[via dario]

scusato l’assenza

ma gli esami non finiscono mai e nemmeno i corsi universitari. e a proposito di niente, per la serie lo sapevate che, lo sapevate che la gorgia è quella caratteristica del dialetto toscano che prevede la spirantizzazione o il dileguo totale delle occlusive intervocaliche anche in situazioni fonosintattiche? in pratica, quella peculiarità che mi permette di dire che sono una testa di hazzo.

au revoir!


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