Archivio per settembre 2006

Streets of Philadelphia

Non c’è alcun angelo che venga a salutarmi
Ci siamo solo io e te amico mio
I miei vestiti non mi vanno più bene
Ho camminato mille miglia
Solo per sfuggire a questa pelle

Consigli per gli ascolti

Col volume a palla, in auto, mentre si sta andando da qualche parte, di sera tardi, su una strada larga come un’autostrada o una statale non illuminata, con “la città delle luci accecanti” sullo sfondo.

U2 – City of blinding lights 

Santa pazienza

Finalmente oggi è arrivato.. ho finito la sessione d’esami di settembre ieri! E ora una decina di giorni di pacchia totale.. non ci credo! Ma quanta santa pazienza c’è voluta ieri:

-sveglia ore 6.00 dopo notte praticamente insonne
-treno per Napoli ore 7.45
-arrivo a Napoli ore 8.55 (il treno portava ritardo di ben 25 minuti, al solito)
-corsa all’università e arrivo alle 9.15
-aspetto con i miei colleghi il prof. che ha la buona creanza di presentarsi alle 10.20 con quasi un’ora di ritardo
-mi iscrivo in fondo all’interminabile lista di nomi per sostenere l’esame dato che la volta prima il foglio di prenotazioni chissà in quale meandro scrivaniero si era perso
-attesa
-attesa
-stress
-vuoto mentale
-paranoia
-attesa
-stanchezza
-menefreghismo
-tensione
-attesa
-attesa
-attesa interminabile attesa
-e finalmente dopo 8 ore di attesa e 17 esami, alle ore 17 tocca all’ultima malcapitata rimasta nella stanza insieme al prof., io.
-mezz’ora d’esame (il prof è stato particolarmente gentile a non torchiarmi per i suoi tre quarti d’ora standard, o era semplicemente esausto come me)
-“va bene, signorina, basta. 30”
-mi affloscio sulla sedia emettendo un poco dignitoso “ahhhhhhhhhhhhh, non ci credo che è finita!”
-autografo sulla camicia, firma sul libretto e arrivederla signor prof. – ciao signorina.
-arrivo alla stazione, il treno non vuole partire, torno a casa distrutta alle 19.30.

E poi mio padre: sai, forse ti fa bene non dormire la notte prima dell’esame, ti dà la grinta giusta.

Ma vààààààààààààààààààààààààààààààààààààààààà

Basta!!

Non ce la faccio piùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùù

Ma quando arriva dopo domani???

Ottantatrè

rain.jpgacqua da soprabbasso
un cielo pallido e giallastro

la fronte esausta sul vetro fresco
lo sguardo perso nei riflessi ondosi
del cemento
profumo di tempi andati

lacrime di melanconia

 

Piove sul bagnato

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I gatti sbadigliano rendendosi conto
che non c’è niente da fare.

Jack Kerouac

Quando la matematica è un’opinione

Grazie ad Anto per la simpatica email 🙂

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22 Maggio

Che la vita dell’uomo sia solo un sogno è già parso a molti, e anche con me si accompagna spesso questo sentimento. Quando considero i limiti in cui sono rinchiuse le facoltà pratiche e indagatrici dell’uomo, quando vedo come ogni attività metta capo alla soddisfazione di bisogni che a loro volta non hanno alcuno scopo se non di prolungare la nostra misera esistenza, e ancora, come ogni accontentarsi di certi risultati della ricerca sia sempilicemente la rassegnazione del sognatore, pago di decorare con figure variopinte e luminosi paesaggi i muri della sua prigione, tutto questo, Wilhelm, mi fa ammutolire. Poi torno a guardare in me stesso, e trovo un mondo! Ma fatto a sua volta più di presentimento e di oscuro desiderio che di rappresentazione oggettiva e vivente energia. Allora tutto mi ondeggia davanti alla mente, e sorridendo, sognando, continuo a vivere nel mondo.

Sul fatto che i fanciulli non sappiano cosa vogliono, tutti i maestri e i precettori sono concordi; ma che anche gli adulti vadano brancolando come fanciulli su questa terra, e come quelli non sappiano da dove vengono e dove vanno, che agiscano altrettanto poco secondo veri scopi e si lascino governare allo stesso modo con dolci e biscotti e bacchette di betulla, questo nessuno sarà propenso a crederlo, mentre a me sembra si possa toccarlo con mano.

So cosa vorresti dirmi in proposito, e riconosco di buon grado che i più felici sono coloro cui è dato di vivere alla giornata come i fanciulli, di trascinarsi appresso le loro bambole, di spogliarle e rivestirle, e di ronzare con grande reverenza intorno al cassetto dove la mamma tiene chiuso il marzapane, e quando infine riescono a carpire l’oggetto del loro desiderio, divorarlo a quattro palmenti e gridare: “Ancora!” Quelle sono creature felici. Se la passano bene anche coloro che danno nomi altrisonanti alle proprie meschine attività, o addirittura alle proprie passioni, e le mettono in conto al genere umano come grandose imprese per la salute e la prosperità di esso. Fortunato chi riesce a essere così! Ma chi nella sua modestia capisce a cosa conduca tutto ciò, chi vede con quanto garbo ogni borghese cui le cose vanno bene sappia adattare a Paradiso il proprio giardinetto, e quanto instancabilmente anche lo sventurato continui per la propria strada ansimando sotto il fardello, e come a tutti stia a cuore in egual misura di vedere per un minuto di più la luce di questo sole, costui rimane tranquillo, e costruisce anch’egli il suo mondo traendolo da se steso, ed è anch’egli felice, perché è un uomo. E allora, per quanto sia costretto entro limiti angusti, conserva sempre nell’animo il dolce sentimento di essere libero e di poter lasciare questo carcere quando vorrà.

Die Leiden des jungen WertherGoethe

“I will survive” – In loving memory of Jesus Christ

Da morire dalle risate 😀

La Compagnia del Cavatappi

Come molti utenti della blogosfera, anche io ho aderito all’iniziativa La Compagnia dei Blogger proposta da La Compagnia del Cavatappi.
Se all’inizio ero stata soprattutto attratta dal buono omaggio di 25 euro, da spendere liberamente sul loro sito eCommerce, concesso ai blogger disposti a recensire il servizio da loro offerto, ho tuttavia subito apprezzato diversi elementi.

Prima di tutto, l’impatto visivo che ho avuto è stato ottimo: grafica semplice ma accattivante, giusto accostamento di colori che non appesantisce la lettura e soprattutto facilità di navigazione (e non mi dilungo in dettagli tecnici).
La gamma di prodotti tipici da scegliere, inoltre, è abbastanza vasta: si va dalla produzione di marmellate, alla vendita di formaggi, ad un ampio assortimento di vini. E i prezzi sono davvero abbordabili!

Al prossimo post i commenti sul servizio e sui prodotti de La Compagnia del Cavatappi 😉

Link: La Compagnia dei Blogger, La Compagnia del Cavatappi, Vendita di Vini, Prodotti Tipici

Caramelle non ne voglio più

bimba se potessi
bla bla bla bla bla bla
la luna bla bla
bla per il mondo bla bla bla
e a Parigi bla bla bla

e poi lo sai
bla bla bla bla
bla bla la più bella bla
e che le bionde son tutte tinte bla bla bla
bla bla dormire insieme bla bla
che ti farei bla bla bla

bididibodidibù

30 Settembre 2006: La Notte Bianca a Napoli

Ho già parlato qui e qui di questa bella manifestazione che si è svolta lo scorso 9 settembre a Roma.
Anche Napoli, per la seconda volta, partecipa a questa iniziativa e propone la sua Notte Bianca per sabato 30 settembre.

Qui (70 kb, file pdf) potete trovare il programma previsto per “Aspettando la Notte Bianca” che si terrà nei giorni 28 e 29 settembre, mentre qui (1.5 Mb, file pdf) c’è il programma della Notte Bianca vera e propria.

Per info sui trasporti:

http://www.acam-campania.it

http://www.muoversincampania.it

http://www.anm.it/

http://www.metro.na.it/

http://www.unicocampania.it/

Un consiglio: evitate la metropolitana di Napoli il più possibile, l’anno scorso è stato un inferno lì sotto!

Mistero svelato

E’ cristallino:

ODDIO, HO LASCIATO IL FORNO ACCESO!!

Una donna, un perché.

Si parlava di religione come forma di controllo alternativa ad uno stato decaduto e assenteista, come generale risposta a un desiderio di certezza venuta a mancare a causa del prolungato contatto con la morte, come necessaria conseguenza all’infinito avanzamento del progresso.

Perché non possiamo accontentarci di fare come Abramo che “moriva vecchio e sazio della vita”, come diceva Weber?
Perché non ne abbiamo mai abbastanza e cerchiamo sempre più in alto e sempre più avanti qualcosa che sta sempre inevitabilmente troppo più in alto e troppo più avanti?
Consapevole insensatezza.
E non riesco a uscirne fuori.
Perché sono troppo incredula e non riesco più a stupirmi.

Alle dodici e dieci

Respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira respira

amo l’inverno
e il matto è sempre qui
vai via via via
e Godot invece che fine ha fatto

tutti i miei sogni
spariti
ho scalato la montagna
la nebbia offusca la vista
mi serve la chiave
per arrivare al cuore del sole
e se urlo credono sia pazza
allora sto zitta
ma nella mia testa
continuano i baccanali


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