ti sfiora una brezza leggera. apri gli occhi, apri gli occhi.
eri solo un sogno?
dove sei? non ti vedo più. dove sei?
una eco porta ancora la tua voce nell’aria, come una dolce melodia che suona lontana e ti trasporta sulle sue ali di sogno.
ovvero la quintessenza della volubilità.
ti sfiora una brezza leggera. apri gli occhi, apri gli occhi.
eri solo un sogno?
dove sei? non ti vedo più. dove sei?
una eco porta ancora la tua voce nell’aria, come una dolce melodia che suona lontana e ti trasporta sulle sue ali di sogno.
Il pianeta Venere trasmetteva un concerto di Brahms
mentre il Conte Dracula sniffava i sali…
“Igor guarda qua… la tintoria m’ha rovinato il frac…
raccontami una storia che riaddormentar mi fa…”
Il pianeta Venere si trovava sei miglia piu’ a nord…
mentre qui una volta ci arrivava il mare…
poi s’inaridi’, e l’autostrada lo sostitui’…
rallenta, tra un chilometro
c’e’ il prossimo autogrill…
Eau de toilette
metto per te…
quanta magia, negli aromi perduti!
Eau de toilette… buono per te
siamo al dessert
coi pianeti confusi…
Il pianeta Venere
trasmetteva Vivaldi e Ravel
sulle corde arrugginite del mio cuore…
o cosi’ o cola’, qualcosa dentro aveva fatto “crack”
il mondo aveva un buco, e c’ero dentro fino qua…
Tu che avresti fatto?
beh… io t’iscrissi a una scuola di chef…
inventai un suffle’ che vinse il “Premio Strega”
feci un po’ di sport…
Scoccodrillai quarantadue Lacoste…
ti dico “andiamo a casa”
ma la tua risposta e’ “No!”
Eau de toilette
compro per te… ma e’ lunedi’
e i barbieri son chiusi…
eau de toilette… non vetiver
dimmi di si… e i discorsi son chiusi…