Ma in fondo al cuore aspettava un avvenimento.
Come i marinai in pericolo, girava occhi disperati sulla solitudine della sua vita cercando lontano qualche vela bianca tra le brume dell’orizzonte. Non sapeva cosa le sarebbe toccato, qual vento avrebbe spinto fino a lei quella vela, su quale riva l’avrebbe condotta, se sarebbe stata una scialuppa o un gran vascello a tre ponti, carico d’angoscia o pieno di felicità fino ai portelli. Ma ogni mattina, nello svegliarsi, ella sperava per quel giorno, e ascoltava ogni rumore, si alzava di soprassalto, si stupiva che nulla accadesse; poi, al tramonto, sempre più triste, desiderava trovarsi all’indomani.
[da Madame Bovary]



lo straordinario passo che hai citato ricorda a tutti di evitare le aspettative, di evitare i “programmi a lungo termine” e tutte quelle cose che, inesorabilmente, la vita disfa e tradisce…dobbiamo vivere non solo alla giornata, ma addirittura “all’ora”, “al minuto”!
un caro saluto!
diluvio: esatto.. almeno per me, non ha senso fare progetti che vanno a finire troppo in là, ché tutto è inevitabilmente così effimero e illusorio che non si può sapere se domani uno avrà la stessa voglia di fare le cose che ha oggi o se ci sarà ancora..
un saluto anche a te