amen dico vobis

Perché la morte ti strappa questi gemiti? Perché se hai potuto godere a tuo piacimento della vita trascorsa, se tutti questi godimenti sono stati come radunati in un vaso forato, se non sono scorsi via e perduti senza profitto, perché, come un convitato sazio, non ritirarti dalla vita? Perché, povero sciocco, non prenderti di buona grazia un riposo che nulla turberà? Se, invece, tutto ciò di cui hai a lungo goduto è trascorso in pura perdita, se la vita ti è di peso, perché volerla prolungare di un tempo che a sua volta deve terminare in una triste fine e dissiparsi tutto senza profitto? Non posso immaginare ormai altre nuove invenzioni per farti piacere: le cose vanno sempre allo stesso modo.

[De rerum natura]

è confortante sapere che il libero arbitrio di fare almeno U N A cosa nessuno ce lo può togliere (quando nasci, mica la interpellano la tua volontà)[dovrebbero inventare un modo per].

6 Risposte a “amen dico vobis”


  1. 1 paradiso Venerdì, Gennaio 26, 2007 alle 6:00 pm

    sono giustificazioni. solo tentativi di domare la paura.
    anche lucrezio aveva una paura fottuta della morte..

  2. 2 abraxas Venerdì, Gennaio 26, 2007 alle 7:49 pm

    so so you think you can tell heaven from hell,blu skies from pain.
    can you tell a green field from a cold steel rail?a smile from a veil?
    do you think you can tell?

  3. 3 lostforwords Sabato, Gennaio 27, 2007 alle 10:22 am

    paradiso: non è questione di paura… chiunque può averla o meno. è una questione di libera scelta… le parole di goethe nel suo fantastico werther sono più chiare probabilmente: “E allora, per quanto sia costretto entro limiti angusti, [l'uomo] conserva sempre nell’animo il dolce sentimento di essere libero e di poter lasciare questo carcere quando vorrà.” (22 maggio)
    ciao.. :)

    abraxas: and did they get you to trade, your heroes for ghosts? … basta, basta, che devo studiare e mi viene troppa voglia di andarmi a immergere dentro pulse.. [we're just two lost soul swimming in a fish bowl, year after year, running over the some old ground, what have we found? the some old fears...]

  4. 4 abraxas Sabato, Gennaio 27, 2007 alle 2:56 pm

    ………wish you were here

  5. 5 paradiso Sabato, Gennaio 27, 2007 alle 6:52 pm

    @lostforwords: credi che sia davvero libera scelta? credi che questo intendano? le parole forse dicono questo, ma cosa dice loro il cuore? paura, e bisogno di controllo. controllare la paura con il controllo razionale. e quale sarebbe l’antidoto? la possibilità di premere Stop quando lo si vuole? davvero questo riesce a rincuorare? è davvero una scelta? Werther non sceglie, Werther è costretto dalla sua struttura mentale, che ormai era diventata inadattabile alla realtà, che non vedeva più nell’orizzonte reale una possibile ipotesi di vita.
    Goethe, pur trovatosi nella sua vita nelle stesse situazioni, non mi pare che abbia scelto di abbandonare questo carcere… forse perchè Werther lo ha aiutato? Io credo di si. L’idea di morte catalizzata su un “uomo dello schermo”.
    Non dobbiamo per forza riferire a noi tutto ciò che leggiamo. Ma dobbiamo capire perchè ogni cosa è stata scritta.

  6. 6 lostforwords Lunedì, Gennaio 29, 2007 alle 1:53 pm

    paradiso: non sto mettendo in discussione il fatto che uno debba necessariamente scegliere, né il fatto che le scelte possano essere condizionate o meno dal modo in cui si vive la vita..
    è paura e bisogno di controllo, sì. ma è intimo, è privato e personale. è una libera scelta in sé, la libertà di scegliere quando non si ha più.. la possibilità di scegliere.
    è un discorso complicato, quello di werther e quello di goethe e quello del libero arbitrio e quello della speranza che difficilmente tende ad eclissarsi.
    io riferisco a me ogni cosa che leggo, sempre. [non esistono fatti, ma solo interpretazioni e ognuno crede ciò che gli pare..] non so se sia giusto o sbagliato, ma.. libertà :)


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