la fine dell’infanzia

e provi questo senso di non-appartenenza, come se tutto quello che ti circonda fosse ottenebrato da un velo di angoscia e inquietudine e disfattismo, e ti persuadi che il disadattamento è solo interiore, ché non hai capito ancora come il gira il mondo, se puoi seguire le tue aspirazioni o devi essere solo un altro ingranaggio della macchina.
e ti rendi conto della disperazione in una fulminea frazione di secondo, nel momento in cui i tuoi sensi vengono rapiti da una sensazione più forte delle altre, violentati selvaggiamente a raggiungere uno stato di coscienza più alto e vomitati di nuovo in una realtà più infima, più meschina e disarmante.
come può sentirsi uno che, dopo aver volteggiato tra le stelle, sia costretto incatenato a strisciare sottoterra.

chi sei tu e chi sono io
per dire che sappiamo il perché
alcuni nascono, altri muoiono.
sotto un unico cielo infinito
ci sarà guerra e ci sarà pace
ma tutto un giorno cesserà
tutto il ferro si arrugginirà
tutti gli uomini orgogliosi diverranno polvere
così il tempo sistemerà tutte le cose
così finirà questa canzone

[Childhood's end]

5 Risposte a “la fine dell’infanzia”


  1. 1 legnocloruro Giovedì, Gennaio 25, 2007 alle 2:05 pm

    senso di non appartenenza suona mlto Decarliano, ma rende bene l’idea ;)

    si può, anzi deve crescere alimentando e coccolando il bimbo che è in noi…

  2. 2 abraxas Giovedì, Gennaio 25, 2007 alle 2:47 pm

    …the time is gone,the song is over….

  3. 3 diluvio Giovedì, Gennaio 25, 2007 alle 3:35 pm

    Io sono felice del mio senso di non-appartenenza… è dall’appartenenza che scaturiscono tutti i mali, tutte le chiusure e le divisioni…almeno per come la vedo io è così…
    per tornare ad essere felici? tornare ad essere nomadi del destino, apòliti dell’esistenza…
    grazie del passaggio e del commento!
    passa quando vuoi, soprattutto ora che ho dato inizio ad un nuovo progetto, che magari può fare rivivere anche a te un po’ dell’innocenza dell’infanzia…:)

  4. 4 lostforwords Giovedì, Gennaio 25, 2007 alle 4:37 pm

    legnocloruro: de carlo mi ha rubato un sacco di idee.. scherzo, ovviamente. è che quando si leggono troppe cose è inevitabile far proprie situazioni altrui, confondere ciò che hai pensato tu e ciò che ha detto un altro, specie se quello detto da quest’altro è tremendamente simile a ciò che hai pensato tu…

    abraxas: time… :)

    diluvio: forse perché solo attraverso il passaggio ad uno stato “altro da sé” si riesce a comprendere meglio..
    passerò spesso e.. grazie a te :)

  5. 5 legnocloruro Venerdì, Gennaio 26, 2007 alle 9:45 am

    era un complimento non una critica…:)
    come si fa a non adorare lo stiel di Decarlo? (solo lo stile ormai…)


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